Un uomo di mezza età racconta a un'amica una storia d'amore vissuta in gioventù con un uomo sposato, quando lavorava come diplomatico a New York.
La relazione nasce in una chat agli albori di Internet, negli anni Novanta, e prosegue per decenni, in città diverse e sotto forme differenti, sospesa tra il desiderio, il senso di colpa e l'impossibilità di realizzarsi. Nel raccontare la propria storia, il narratore riflette su come la sua comprensione di quella passione sia cambiata nel corso degli anni.
Il libro mette a confronto i limiti tra ciò che si desidera e ciò che è possibile. Parla delle passioni che lasciano in noi segni indelebili e che continuano a trasformarci anche dopo essere finite. Sebbene la storia si svolga tra due uomini, trascende le questioni di genere: potrebbe accadere a chiunque si innamori.
Il narratore parla di memoria e di scelte e riflette su relazioni che riusciamo a comprendere e alle quali sappiamo dare un senso soltanto quando il tempo ha già fatto il suo lavoro. La storia è un lungo tentativo di comprendere il passato, non per modificarlo, ma per riuscire finalmente ad accettarlo, perché capire ciò che abbiamo vissuto può essere liberatorio.
La lingua è diretta, con capitoli fatti di frasi brevi e incisive. Una storia in cui immergersi, da leggere d'un fiato, desiderando arrivare alla fine e, allo stesso tempo, non volendo che finisca. Un libro che non fa rumore, ma rimane.